Benvenuto! Oggi è il 10/9/2010

Occorrente:

  • pannelli Domyos 60×60
  • viti e bulloni, non serve un tipo specifico, l’importante è che le viti siano abbastanza sottili e lunghe almeno 2,5 cm e la testa sia svasata e non a bottone
  • cutter e righello rigido
  • eventualmente colla specifica per gomma (es. mastice universale Pattex) e smalto/vernice per colorare i cordoli

I pannelli Domyos sono venduti da Decathlon in pacchi da 4 x 15€.
Realizzando la pista con questo metodo si ottiene una carreggiata che va dai 60 ai 75 cm circa di larghezza.

PRO:
praticità: è smontabile ogni volta e si può riporre in poco spazio ed il montaggio richiede poco tempo;
variabilità del tracciato: le configurazioni si possono cambiare ogni volta e, soprattutto, con un discreto numero di pannelli le possibilità sono numerose, tenendo conto che ogni pannello può fare da curva o da rettilineo secondo la combinazione con i bordi.
costo: con 15€ ci si costruiscono orientativamente 3 segmenti completi di pista (pannello+bordo) e con 110-120€ circa di spesa totale ci si fa una pista da 10-12 secondi (anche se dipende dai piloti, dal setup della macchina e dalla configurazione della pista :) )
espandibilità: aggiungendo pannelli nel tempo la pista può essere allungata ad oltranza e con una spesa maggiore (ed un maggior numero di pannelli), la pista può essere anche costruita per essere larga 120cm (senza dover costruire bordi).
Il materiale è molto “gentile” sulle scocche… a differenza dei battiscopa in pvc per esempio, impattare con le macchine su questi cordoli non provoca alcun danno alle scocche, anzi spesso ci rimbalzano contro, quindi il risparmio si vede anche sulle scocche non rotte.

CONTRO:
imperfezioni: ovviamente non si tratta della pista Kyosho, quindi i denti che formano le giunture possono formare un leggero scalino se le mattonelle non hanno la stessa altezza al millimetro per lievi difetti di fabbricazione. :)
Per la nostra esperienza non è un fattore troppo limitante e montando la pista con cura e con qualche accorgimento (tipo evitare scalini in traiettoria o in punti delicati) si riesce a risolvere il problema in modo più che accettabile.
raggio delle curve: le curve sono “teoricamente” tutte a 90° ma al lato pratico la traiettoria con cui vengono percorse non è mai a 90° ma è data dalla successione delle curve. In fin dei conti state tranquilli che girarci non è come giocare a PacMan. :)

Immagine 1

Per realizzare una pista come quella che vedete nella immagine vanno costruiti 5 tipi di pezzi differenti, senza distinzione di curve o rettilinei.

  • 1. pannello senza cordolo; è una mattonella semplice, come appena comprata (immagine di seguito, non usato nella pista dell’immagine 1)

Immagine 2

  • 2. pannello con cordolo; è una mattonella semplice, a cui sono imbullonati i cordoli su un solo lato (ogni pannello, bordi esclusi, utilizzato per la pista dell’immagine 1 è un pannello con cordolo)
  • 3. bordo lungo; è largo 15,5 cm e lungo 60 cm ed ha i denti su 3 lati
  • 4. bordo corto; è largo 15,5 cm e lungo 30 cm ed ha i denti su un solo lato
  • 5. angolo; è largo 15,5 cm e lungo 15,5 cm ed ha i denti su due lati (non usato nella pista dell’immagine 1)

Immagine 3

I pannelli con cordolo vengono usati in abbinamento ad un bordo per formare segmenti rettilinei oppure curve, i pannelli senza cordolo invece vengono usati per formare curve più larghe (e quindi più veloci) in abbinamento a 2 bordi lunghi + 1 angolo tra i due (nella nostra esperienza in tutto il set di pannelli bastano 4-5 pannelli senza cordolo e 4 angoli, tagliando solo 1 mattonella secondo l’immagine 4):

Immagine 4

I bordi, lunghi e corti non possono essere utilizzati insieme per lo stesso rettilineo, per la differenza nelle giunzioni. Per ogni configurazione di pista occorre trovare la giusta distribuzione di bordi secondo la disponibilità di pezzi e la lunghezza dei rettilinei.
Noi tendiamo a sistemare prima i bordi lunghi nei rettilinei più lunghi e poi a “riempire” i segmenti corti di pista, tra le curve e dove serve, con i bordi corti.

Per costruire bordi ed angoli, va ritagliata una mattonella.
Tagliandola secondo l’immagine 3 si ottengono 2 bordi lunghi e 2 bordi corti. Tagliandola secondo l’immagine 4 si ottengono 4 bordi corti e 4 angoli.
Oltre a bordi ed angoli, tagliando il quadrato centrale rimasto a strisce larghe 2cm (immagine 5) si ottengono i cordoli (immagine 6) da imbullonare a bordi e pannelli (immagini 7, 8 e 9).

Immagine 5

Immagine 6

Immagine 7

Immagine 8

Immagine 9

Per imbullonare i cordoli basta forare pannello e bordo a mano, usando la vite stessa. Per ogni pannello con cordolo, servono 2 listelli (in uno rimarrà 1cm in più da tagliare via), così come per un bordo lungo. Invece per un bordo corto serve un solo listello (anch’esso da accorciare). Per l’angolo basta prendere le misure “a mano” e tagliare in due pezzi un listello. Eventualmente si può usare anche la colla per dare ulteriore solidità al bordo (anche se col tempo tende a cedere).
Per realizzare correttamente i bordi corti, ogni pezzo va accorciato di 1 cm circa (si vede bene nell’immagine 3).
Il lato da accorciare è quello dove rimane un piccolo pezzetto “dondolante” di dente e per tagliare nella giusta misura basta provare a montare 2 bordi corti in sequenza sul lato di un pannello ed eliminare l’intersezione tra i due bordi in modo da farli combaciare. Vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi.

Per quanto riguarda la verniciatura, effettuandola dopo il montaggio dei cordoli vengono verniciati anche vite e bullone.

Si ringrazia Mercury per l’ottimo tutorial – Lo Staff di MiniZracing.it

Per cominciare munitevi di tanta pazienza e fiducia perché sicuramente i primi lavori saranno faticosi e anche non belli da vedere ma è normale, in primis procuratevi un aerografo possibilmente non troppo economico (per intenderci non uno da 10 euro, ma un aerografo di media qualità) non perchè il prezzo conti, ma perché poi vi accorgereste da soli che forse aver speso un po di più prima vi conveniva. Sta al vostro buon senso e alla disponibilità.

Il materiale che vi occorre è il seguente:

  • Aerografo
  • Nastro adesivo per mascherature (in alternativa ora esiste la mascheratura liquida da aplicarre a pennello)
  • Una penna per disegnare
  • Forbici per tagliare il lexan
  • Colori (io di solito utilizzo le vernici Faskolor)

Prima di tutto lavare la carrozzeria all’interno con sapone o Fulcron per rimuovere bene unto di olio o grasso dello stampo, anche se non si vede vi assicuro che c’è. Dopo averla lavata per bene asciugatela accuratamente e soffiatela con aria compressa o passate uno straccio asciutto. Non devono esserci gocce e non bisogna mai farla asciugare da sola altrimenti le gocce lasceranno residui che poi si vedranno a lavoro ultimato.

Ritagliate come meglio potete la sagoma e poi usate la vostra fantasia per disegnare le linee e le forme che più vi piacciono all’esterno della carrozza, alla fine si toglierà la pellicola protettiva e tutto il disegno fatto a mano verrà rimosso, lasciando un risultato pulito.
Non preoccupatevi se le linee che farete non sono belle dritte o non hanno la curvatura precisa e lineare, con il tempo capirete che sarà la fase di ritaglio quella da curare di più.
Dopo aver fatto tutto il disegno si passa alla mascheratura: con l’apposito nastro coprite in prossomità della parte di disegno che decidete di pitturare per ultima o comunque non come primo colore.

Generalmente i primi colori da fare sono quelli scuri per poi passare a quelli sempre più chiari in modo che il colore scuro non vada a trasparire dietro a un colore chiaro. Questo vale anche per le sfumature, un consiglio è quello di immaginare per prima cosa la carrozzeria disegnata come la vorreste in modo da avere già un’idea su come procedere con l’ordine dei vari colori.
Disegnare, mascherare e ritagliare con un bisturi da modellista senza premere troppo in modo da non incidere anche la plastica della carrozzeria. Una volta tagliate e rimosse le parti in eccesso di nastro per maschere si può cominciare con i colori.

Il seguito a breve…

Si ringrazia Tony76 per il tutorial e la foto delle sue carrozzerie

Ecco una descrizione dei tipi di supporto motore esistenti per le Mini-Z tipo MR-02 e MR-15
 
Supporto HM (High Motor): Sono dei supporti che hanno il motore sopra il differenziale
in modo da usare carrozze tipo Mini o Yaris di passo corto (90mm) ma in cui il
motore dietro non ci sta.
 

 
Supporto RM (Rear Motor): Su questi supporti il motore si trova dietro il differenziale
e si usano di solito per le carrozze passo 86-90-94mm, quindi con carrozze senza problemi
di spazio dietro il differenziale.Le usano in tanti perchè dicono che la macchina diventa
molto guidabile.
 

 
Supporto MM (Middle Motor): Il motore si trova davanti al differenziale, tra il differenziale ed il telaio. Con questi supporti ai arriva fino a 106mm. Un caso speciale di supporti MM sono quelli per passo 94, ma che stanno diventando un obbligo per quelli che vogliono una macchina agile e molto reattiva. Si devono usare le T-plate MM e si possono configurare passo 94-98-102 spostando la T-plate.
 

 
Supporto LM (Low Motor): l’ultima generazione di telaio, garantisce una velocità molto alta a scapito del’ agilità di guida.Il motore è montato di 5,5mm più in basso rispetto al baricentro dei cerchi posteriori (confrontandolo con il caso del motore MM), il motore può essere posizionato più vicino al centro laterale.La stabilità del telaio si è migliorata molto anche se si usano dei cerchi di diametro inferiore.
 

 
Si ringrazia Ivan per l’articolo

Motore immerso in acqua distillata e una goccia di sapone per i piatti.

Alimentazione: 50% della potenza massima disponibile

Durata: in funzione del tipo di spazzole

Senso di rotazione: 50% in direzione opposta a quella necessaria per la marcia avanti del modello e 50% in direzione corretta per marcia avanti del modello.

Asciugatura: con aria compressa (attenzione, ben deumidificata) e poi phon.

Immediata lubrificazione delle bronzine e del collettore con prodotti idonei e specifici.

Attenzione ai cuscinetti, nel caso il motore ne sia dotato.

Risultati: circa 10% in più in termini di giri massimi con minore usura delle spazzole.

ATTENZIONE: da non fare assolutamente con motori dotati di lamelle al posto delle spazzole.

Si ringrazia Lory per l’articolo!

Rapporto di trasmissione
Nel settaggio del modello è un parametro diciamo semplice, non è altro che il rapporto tra giri motore e giri ruota; nel nostro caso il rapporto è semplice non essendo provvisti di cambio.
Di solito basta verificare che il motore raggiunga il massimo numero di giri verso la fine del rettilineo più lungo.

Le definizioni

  • Pignone: è l’ingranaggio da intestare sul motore può essere di plastica, derlin o metallo.
  • Corona: è connessa al differenziale solitamente in plastica o derlin.

Importante ricordare che le possibilità di misura hanno per ora fondamentalmente sono due tipi diversi:

  • Standard cioè 48 pitch con pignoni che vanno da 6 a10, corone da 41 a 44 denti.
  • 64 pitch: numero di denti x pollice lineare con pignoni da 9 a 14, corone da 52 a 54 denti.

Tecnicamente il 64 pitch offre maggior superficie di contatto e maggior selettività di fine rapporto, di norma questi ingranaggi sono più silenziosi.

Lo Standard 48 pitch avendo una dimensione dei denti maggiore offre maggior resistenza agli urti e reperibilità sul mercato.

  • Minore è il rapporto risultante maggiore è la velocità massima, e di conseguenza minore accelerazione.
  • Maggiore è il rapporto migliore è l’accelerazione ma velocità di punta minore.
Nei banchi motore che lo permettono, la regolazione del gioco tra gli ingranaggi di buona norma non deve essere eccessivamente stretta altrimenti l’usura rovinerà ben presto l’uno o l’altro componente, spia tipica è il fischio udibile ad alta velocità.

Si ringrazia Sceriffo (MzM) per l’articolo

La KT-18 è la prima radio Kyosho per i modelli Mini-Z a 2,4 GHz e dNaNo. Nonostante le sue funzionalità siano piuttosto basiche se confrontate con quelle di radio professionali (KO-PROPO Eurus, Helios, EX-1 UR) alle quali si può connettere l’apposito modulo ASF per Mini-Z, la KT-18 rappresenta un sistema entry-level  economico ma dignitoso per l’utilizzo delle Mini-Z a 2,4 GHz.

Di seguito alcune informazioni operative utili sulla KT-18:

Le cose importanti da sapere sono:
- Quando si è a fondo corsa con il volantino e si utilizzano i trim si regola l’escursione massima dello sterzo (per esempio tutto sterzo a destra e trim verso destra o sinistra)
- Stessa cosa per l’acceleratore (si può settare anche quanto è immediata la frenata regolando il trim mentre
si tiene indietro il grilletto)
- Utilizzando i trim a comandi neutri si varia il centraggio dello sterzo e il “minimo” che determina anche il tempo di entrata della retro.

Cose da evitare:
- Accendere la radio tenendo premuto il freno (la mette in “modalità principiante” e la macchina va alla metà della velocità, per ripristinare occorre spegnere e riaccendere tenendo premuto l’acceleratore)
- Tenere premuto a lungo i trim quando si ha lo sterzo o il gas al massimo, altrimenti si invertono gas o sterzo, per ripristinare ripetere l’operazione.

Altre cose da sapere:
- Per fare il reset completo della radio tenere premuto il trim del freno per tre secondi durante l’accensione
- Per fare il pairing con la macchinina tenere premuto il trim del gas per tre secondi durante l’accensione, accendere la MiniZ tenendo premuto il tasto del pairing poi spegnere la radio, spegnere la macchina, riaccendere la radio, riaccendere la macchina.

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Il Caricabatterie BC-900, si trova anche marcato come “Voltcraft IPC-1″ oppure “Technoline IC8800″.
Il caricatore dispone di 4 canali indipendenti con spazio per batterie AA o AAA, la carica è selezionabile a 200(14), 500(31), 700(39), 1000(63)mA per tutti i canali, più 1500(88) e 1800(99)mA usando i canali esterni per massimo 2 batterie per non avere interferenze di calore.

La scarica è selezionabile in 100-250-350-500mA per tutti i canali e termina a 0.9V.
Il tipo di carica è a -deltaV di 5mV rilevato durante l’impulso (51 volte al secondo), la corrente di carica non è lineare ma a impulsi ad alta frequenza di circa 1900mA (anche per la trikle charge), quindi più la corrente di carica selezionata è bassa più sono brevi questi impulsi da 1900mA.
La corrente di scarica è sempre a impulsi ma è di circa 600mA.
Il carica batterie ha un timer di sicurezza per canale che blocca comunque la carica dopo che sono stati erogati 3700mAh, ha anche due sensori di temperatura che sospendono temporaneamente la carica delle due batterie, ogni sensore esegue il monitoring di due batterie.

I difetti riscontrati su questo caricatore sono:
- i sensori di temperatura posizionati male (ora pare tutto risolto)
- i sensori di temperatura settati troppo in alto, circa 71°C, mentre gli ultimi sono settati a 53° circa.
- l’alimentatore è da 3VDC 4A max e pare non essere molto pulito nella corrente erogata.
- Il conteggio dei mAh non tiene conto delle pause per la lettura del voltaggio, quindi di media segna un 10-15% in più.
- Se ci sono già inserite le batterie in carica o scarica, le batterie successive non possono essere caricate/scaricate a correnti superiori a quelle già inserite, bisogna togliere tutte le batterie e inserire per prima quella che vogliamo caricare/scaricare con la corrente più elevata.

Il manuale e maggiori informazioni sono reperibili sul sito ufficiale:

http://www.lacrossetechnology.com/900/index.php

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Il Caricabatterie MH-C9000 dispone di 4 canali indipendenti con spazio per batterie AA o AAA, anche inserendo 4 AA tra una batteria e l’altra c’è abbastanza spazio per dissipare bene il calore ed evitare interferenze. la carica è selezionabile da 200 a 2000mA a passi di 100mA per tutti i canali. la scarica è selezionabile da 100 a 1000mA a passi di 100mA per tutti i canali e termina a 0.9V.
Il tipo di carica è a deltaV (5mV con precisione 1mV con lettura tra un impulso e l’altro ogni mezzo secondo), Vmax (1.47V), deltaTCO e TCO (54°C), si interrompe al verificarsi del primo degli eventi, dopo di che il caricatore fornisce una carica di riempimento di circa 100mA per due ore e infine va in trickle charge a circa 10mA a tempo indefinito.

La funzione break-in invece, il tipo di carica è a CC a tempo, pari a 1/10 della capacità della batteria impostabile fino a un massimo di 20.000mAh. la corrente di carica non è lineare ma a impulsi ad alta frequenza di circa 2000mA, quindi più la corrente di carica selezionata è bassa più sono brevi questi impulsi da 2000mA. per la scarica gli impulsi sono di 1000mA.
Il caricatore ha un timer di sicurezza per canale che blocca comunque la carica a -deltaV dopo che sono stati erogati 4.000mAh, ovviamente ha anche un sensore di temperatura per batteria, per far funzionare il TCO e deltaTCO.
Il conteggio dei mAh erogati o immessi nelle batterie è preciso perchè tiene conto delle pause per la lettura del voltaggio.
I primi caricatori avevano qualche difficoltà nel percepire la fine carica con correnti molto basse perchè il C9000 rileva la tensione tra un impulso e l’altro (il che assottiglia il già minimo deltaV), il problema è stato risolto molto velocemente dalla maha con un nuovo firmware che abbassa ulteriormente il deltaV e prolunga la top-off charge.
L’alimentatore da 12VDC 2A max permette l’uso in auto con un semplice cavetto, il display è retroilluminato e non si può spegnere.
La carica con correnti elevate di 4 batterie contemporaneamente genera un certo calore, sarebbe meglio raffreddare l’interno del caricatore con una ventola facendo attenzione a non raffreddare le batterie, pena la mancata lettura del TCO.

Il manuale e maggiori informazioni sono reperibili sul sito ufficiale: LINK
Il caricabatterie è disponibile in Olanda: LINK

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